Pieve di San Pietro in Culto
Novafeltria
L'attuale chiesa parrocchiale di Novafeltria è costruita sul perimetro di un'antica pieve.



Pieve di San Pietro in Culto

Nel lontano secolo IX (si, proprio 1200 anni fa), il territorio del Montefeltro e di San Marino costituiva la diocesi feretrana, con un vescovo che risiedeva a San Leo. Nel territorio feretrano erano in piedi 25 chiese-madri, chiamate "pievi", comprendenti varie parrocchie e punto di riferimento per il Battesimo di tutti i bambini del territorio. L'attuale chiesa parrocchiale di Novafeltria è costruita sul perimetro di un'antica "pieve". Qui erano portati al Battesimo i bambini di Talamello, Perticara, Sartiano e Torricella. A Secchiano c'era un'altra "pieve".

 

SAN PIETRO IN CULTO

Chiese in onore dell'apostolo Pietro si trovano lungo la strada marecchiese, che porta al Passo di Viamaggio in direzione di Roma: a Pietracuta, a Novafeltria, a Ponte Messa di Pennabilli le pievi sono dedicate a San Pietro. Forse per influsso di Ravenna, dove, secondo la tradizione, è vissuto il vescovo Sant'Apollinare, discepolo di San Pietro, le popolazioni feretrane hanno scelto il grande apostolo e primo papa come patrono locale. Ma "in culto" che cosa significa? Semplicemente "pieve costruita in terreno coltivato", cioè in mezzo agli orti, non in mezzo agli alberi di un bosco.

 

LA PIEVE DI TALAMELLO

Non c'era un paese attorno alla pieve, Così a Secchiano, così a Ponte Messa, così a Talamello. Forse c'erano capanne per riporvi gli attrezzi agricoli. Tuttavia vicino a alla Pieve di San Pietro in culto si stendeva uno spazio pianeggiante, molto adatto per le fiere e i mercati. Di qui il nome della località adiacente alla pieve: Mercatino di Talamello. Con questo nome la parrocchia è vissuta fino al 1941, quando, con decreto governativo, ha assunto il nome moderno di Novafeltria.

 

LA PARROCHIA AUTONOMA

Con lo scorrere dei secoli, attorno alla pieve cominciò a formarsi un piccolo gruppo di case e una piccola comunità di cristiani. Un sacerdote di Talamello scendeva per il servizio religioso. Ai primi del 1800 c'erano poco più di cento persone. La parrocchia di riferimento rimaneva Talamello; ma la nuova popolazione della pieve desiderava sciogliersi dal cerchio talamellese e ricevere la qualifica giuridica di parrocchia. Di qui una lunga vertenza giuridica tra Talamello e Mercatino, con lettere episcopali e pontificie, dalla fine del 1700 ai primi del 1800.

Per farla breve, nel 1825 un Rescritto pontificio ordinava e costituiva la nuova parrocchia di Mercatino di Talamello, con l'obbligo agli abitanti di costruire la casa parrocchiale, di restaurare e ampliare la chiesa, di provvedere agli arredi e a tutto quello che è richiesto per il servizio parrocchiale. La popolazione ha adempiuto in breve tempo alle richieste del Decreto. La parrocchia ebbe in dote un podere ed altre entrate. Talamello a sua volta conservò la chiesa di San Lorenzo come chiesa parrocchiale e, quale residenza del parroco, i locali dell'ex-convento dei monaci agostiniani.

L'anno dopo il Rescritto, 1826, segna l'inizio dei registri parrocchiali di Mercatino, conservati nel nostro archivio: Battesimi, Matrimoni, Funerali. Le tre campane del campanile portano la data del 1826. Sulla croce del campanile gira una piccola ala di metallo, che segna la direzione del vento. Nel centro sono incise le lettere "S.P. 1826". S e P stanno per "San Pietro". La storia di Mercatino-Novafeltria è cominciata e, dopo 180 anni tondi, ancora prosegue.

Novafeltria, ottobre 2006
Don Mansueto



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