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SULPHUR - Museo Storico Minerario dello Zolfo
Cantiere Sulfureo Certino, via Montecchio, 20 - Loc. Perticara Novafeltria
Nella frazione di Perticara trovate il museo Storico Minerario dello Zolfo "Sulphur", una struttura unica nel suo genere in Italia che testimonia, con i suoi 3000 mq di esposizione, la dura vita lavorativa nella miniera di zolfo più grande d'Europa.



SULPHUR - Museo Storico Minerario dello Zolfo

Nel 1970, grazie all'impegno della Pro Loco di Perticara, sensibile alle richieste di conservazione della memoria deddate dagli stessi minatori, il Museo Storico Minerario prende vita con lo scopo di testimoniare il lavoro nelle viscere della terra Perticarese.

Dal 1980 al museo si affianca l'idea di un progetto che viene identificato come uno dei primi esempi di archeologia industriale sorti in Italia e si pone come obiettivo quello di valorizzare i numerosi esempi di cultura materiale ancora presenti sul territorio, per riportare a galla una storia comune al popolo europeo ma ormai scomparsa dalla memoria d'insieme. Si avvia così il restauro degli edifici dell'ex Cantiere Solfureo Certino costruiti dalla Montecatini a partire dal 1917 che rappresentano il periodo di massima attività produttiva della miniera.

Nel 2002, dopo un trentennale lavoro di ricerca, si concretizza il nuovo progetto museografico ed il ricco patrimonio di reperti acquisiti trova la giusta collocazione negli ambienti originali, che sorgono vicino al pozzo Vittoria, antico collegamento con l'immensa città sotterranea. Le sale, costruite su una sapiente scenografia degli spazi, di grande suggestione, hanno una potente forza comunicativa, che risulta particolarmente efficace per l'apprendimento e la didattica. La loro sequenza è organizzata in un percorso ideato e stidiato per temi che riproduce tutte le fasi: dall'estrazione alla fusione dello zolfo e culmina nella minira didattica, fedele ricostruzione di un itinerario sotterraneo inaugurata nell'ottobre 2005, in cui la visita diviene esperienza di una delle più straordinarie avventure dell'uomo, quella che spinse migliaia di uomini a rinchiudersi nelle profondità della terra alla ricerca dello zolfo, rendendosi parte attiva dell'evoluzione economica e sociale del nostro paese.

Una curiosità molto interessante è che il cristallo di zolfo più grande al mondo è stato estratto nella miniera di Perticara ed è stato donato dall'Ing. Mezzena al museo di storia naturale di Milano.

Orari e biglietti

- dal 16 marzo al 30 giugno:
sabato, domenica e festivi 10:00-12:30 e 15:00-18:00
- dal 01 luglio al 01 settembre:
giovedì e venerdì 16:00-19:00; sabato, domenica e festivi 10:00-13:00 e 16:00-19:00
- dal 02 settembre al 15 dicembre:
sabato, domenica e festivi 10:00-12:30 e 15:00-18:00

biglietti
interi €6,00
ridotti €4,50 (bambini 6-14 anni, gruppi min. 10p.)
scuole €3,00

Sulphur garantisce sempre le visite guidate nella miniera didattica.
Per gruppi, compatibilmente con le guide presenti al momento nel museo, servizio di guida compreso nel biglietto d'ingresso per tutto il percorso museale.


La storia

Un luogo dove rivivere il dramma e la gioia della vita in miniera.

A Perticara l’uomo ha rincorso lo zolfo per almeno 500 anni, spingendosi con enorme fatica lungo i filoni del minerale e scavando nelle viscere della terra chilometri di gallerie fino a 740 metri di profondità (il punto più basso della miniera di Perticara è arrivato toccare la quota di 60 metri sotto il livello del mare). Gli storici scrivono che già i Romani iniziarono ad estrarre per primi lo zolfo in questa zona, ma è nel 1917 che la Società Montecatini acquista la concessione di ricerca mineraria e scopre il filone principale dello zolfo nel sotterraneo di Perticara (chiamato strato maestro), avviando la più grossa industria della zona. 1600 uomini direttamente dipendenti dalla Montecatini hanno costruito un’immensa città sotterranea: più di cento chilometri di galleria suddivise in 7 livelli di coltivazione. Il ritmo produttivo dell’estrazione dello zolfo ha migliorato la vita di migliaia di uomini e donne, la fatica e l’incertezza della sopravvivenza lasciavano il posto, in superficie, ad un carattere allegro e festaiolo. Le Bande musicali, la filarmonica, i teatri, il cinematografo, la Società del Carnevale e tanto altro, hanno allietato le ore del riposo di una comunità di oltre 5mila abitanti fino alla drammatica chiusura della miniera, avvenuta nel 1964 a causa delle imponenti leggi di mercato.



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